Una documentazione del 1157 la cita con il nome di “Precina”, mentre in altri
documenti viene citata con i nomi di “Procine” o “Porcina”.
La tradizione vuole che il nome “Apricena” sia derivato da una cena, voluta nel
1225 da Federico II, con un cinghiale (apri coena) da lui ucciso.
Federico II possedeva nella zona un castello per la caccia e concesse alla città
(1230) dei privilegi in seguito confermati dai suoi successori.
Nel 1304 fu data in dono, da Carlo II d’Angiò, al vescovo di Lucera che la tenne
fino al 1417, quando andò in possesso degli Attendolis, ed in seguito di varie
signorie.
Nel 1627 venne distrutta da un terrificante terremoto.
Poco distante dalla città si trovano i ruderi di “Castelpagano”, antico borgo
fortificato dove Federico II assediò i Saraceni.
Il Palazzo Baronale risale al 1658 a pianta quadrilatera con scarpata, in cui
sono stati incorporati i ruderi del Castello di Federico II (torrione
cilindrico).
La Parrocchiale di San Martino presenta pochi ruderi (un muro con portale e
campanile poligonale).