Nel sec. III a.C. fu conquistata dai Romani, diventando municipium in epoca
imperiale.
Nel sec. IV d.C. l’Impero Romano d’Oriente la tolse agli Ostrogoti e nei due
secoli successivi fu contesa dall’Impero e dai sopraggiunti Longobardi del
ducato di Benevento.
Nell’847 fu conquistata dai musulmani diventando un emirato.
Nell’871 fu conquistata da Ludovico II, Imperatore d’Occidente, ma cinque anni
dopo tornò all’Impero d’Oriente diventando capoluogo del “thèma” di Longobardia.
Nel 1071 fu conquistata dai normanni di Roberto il Guiscardo.
Nel 1087 marinai baresi portarono da Mira in Licia, le reliquie di San Nicola ed
iniziò la costruzione della Basilica (per opera dell’abate Elia nel 1089) nella
cui cripta furono custodite le reliquie.
Nel 1156 la città fu rasa al suolo, per vendetta, dal re Guglielmo I, ma dieci
anni dopo fu ricostruita e progredì con Guglielmo II.
Il possesso da parte degli Svevi portò la città a perdere le autonomie
conquistate nelle lotte tra Normanni, Papato e i due Imperi (d’Occidente e
d’Oriente), ma Federico II conservò alla città notevoli privilegi.
Nel periodo del dominio angioino iniziò un periodo di decadenza.
Nel 1464 gli aragonesi la donarono agli Sforza di Milano.
Nel periodo di Isabella d’Aragona furono fortificate le mura e il castello, con
grande sviluppo culturale, mentre nel 1557 vi morì la figlia Bona Sforza,
sepolta nella Basilica di San Nicola.
La peste del 1656-1657 ridusse gli abitanti a poche migliaia.
Dal 1707 al 1738 fu occupata dagli Austriaci e poi dai Borboni, tranne il
periodo di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat (1806-1815).
Nel 1860, con il plebiscito popolare, entrò (con tutta la Puglia) a fare parte
del Regno d’Italia.
Il nucleo principale del Castello Svevo fu eretto per volere di Federico II
nel 1233-1240 sopra delle costruzioni preesistenti bizantine e normanne (sec.
XI-XII), con quattro torri angolari (di cui due integre: Torre dei Minorenni e
Torre del Semaforo) collegate da cortine che racchiudono un cortile
trapezoidale.
Nel periodo in cui il Castello fu dimora delle duchesse Isabella d’Aragona e
Bona Sforza (inizio ‘500) fu fortificato sui tre lati verso terra da baluardi a
scarpata e torrioni angolari.
Il Castello perse importanza con morte di Bona Sforza nel 1557.
Dal 1832 i Borboni lo adibirono a carcere.
Nel 1859 fu adibito a caserma, mentre attualmente è sede della Sopraintendenza
per i Beni Architettonici di Bari e Foggia.
All’interno ha sede il Museo Artistico del Castello Svevo e il Museo della
Gipsoteca.
La Cattedrale, intitolata a San Sabino, fu eretta nel 1170-1178 sopra un antico
Duomo (di epoca bizantina e rifatto nel 1035-1064) distrutto nel 1156 da
Guglielmo Malo, fu consacrata nel 1292, con interno a tre navate, sopra il
presbiterio si eleva la cupola.
Dalla navata sinistra si accede alla “Trulla” edificio cilindrico.
La Cripta, rettangolare con tre absidi, custodisce il corpo di San Sabino,
vescovo di Canosa, e l’icona bizantina della Madonna che (si dice) fu trafugata
da Costantinopoli nel 733 e rifatta totalmente nel cinquecento.
Presso il Palazzo dell’Episcopo ha sede il Museo della Cattedrale che custodisce
un “Excultet” pergamena miniata che contiene una preghiera Pasquale.
La chiesa romanica di San Gregorio fu eretta all’inizio del sec. XI e forse
rifatta dopo la distruzione del 1156, con interno a tre navate e tetto a
capriate.
Il Museo Storico civico conserva armi da fuoco, armi bianche, materiale bellico.
La chiesa di San Marco forse fu eretta nel sec. XII da mercanti veneziani.
La Basilica di San Nicola fu eretta nel 1089 per volontà dell’abate Elia, per
custodire la salma di San Nicola Taumaturgo, trafugata da Mira.
La Cripta fu consacrata da papa Urbano II nel 1089.
Nel 1095, l’eremita Pietro d’Amiens vi predicò la seconda crociata e nel 1098 vi
tenne un concilio papa Urbano II.
La chiesa venne consacrata nel 1197.
Il campanile a destra, detto torre del Catalano, è una massiccia torre, mentre
quello a sinistra è preesistente alla basilica.
Interno a tre navate con l’altare maggiore coperto dal più antico “ciborio”
(1150) della regione e dietro la “sedia episcopale”.
Al termine delle navate minori si accede alla cripta con la tomba del vescovo
Elia, mentre sotto l’altare sono custodite le ossa di San Nicola, ritenute
miracolose.
All’inizio della navata di destra si trova il Museo del Tesoro di San Nicola.
Il complesso di Santa Scolastica, con campanile romanico e convento originario
del sec. XI, sarà la sede del Museo Archeologico provinciale.
La chiesa barocca di Santa Chiara fu eretta nel 1730 e conserva notevoli tele.
Il Sedile dei Nobili è il Palazzo dove si riuniva il consiglio della città, fu
eretto nel 1543 e completato della loggia nel 1722.
Nella parte opposta si trova la casa natale di Niccolò Piccinini, musicista
1728-1800.
La chiesa barocca di Santa Teresa dei Maschi ospita la Biblioteca Provinciale di
Bari.
La chiesa romanica della Vallisa (o Madonna della Purificazione) fu eretta nel
sec. XI-XII con facciata preceduta da un portico.
Piazza della libertà è il centro della città nuova con il Palazzo della
Prefettura, il Municipio, il Teatro Piccinini.
Nel Palazzo Ateneo ha sede l’Università degli Studi, con la Biblioteca Nazionale
Sagarriga Visconti Volpi e il Museo Orto Botanico.
Il Teatro Petruzzelli fu costruito nel 1898-1903, distrutto nell’incendio del
1991 ed in fase di completamento del restauro.
Poco vicino si trova il Museo dell’Acquedotto Pugliese e il Museo Cambellotti.
Il Palazzo della Provincia ospita il Museo Artistico della Pinacoteca
Provinciale.
Nel palazzo al molo Zizzoli ha sede l’Acquario e Museo Oceanografico ed il
Laboratorio di Biologia Marina.
La Fiera del Levante è una delle più importanti rassegne merceologiche
internazionali.
L’8 maggio si svolge la Festa Patronale di San Nicola.
San Nicola da Myra fu vescovo in Licia (l’attuale Kale in Turchia) all’inizio
del sec. IV, dove mori nel 350 (circa), in odore di santità e considerato il
protettore dei naviganti.
Secondo la tradizione, il corpo di San Nicola Taumaturgo fu trafugato da Myra e
giunto a Bari il 9 maggio 1087, fu custodito nella chiesa dei Benedettini ed
affidato all’abate Elia (futuro vescovo di Bari).
L’abate iniziò la costruzione di una chiesa nella cui cripta (inaugurata nel
1089) fu custodito il corpo del Santo, dalle cui ossa ha origine un liquido
(chiamato manna) prodigioso con qualità taumaturgiche.
L’8 maggio si svolge la Festa Patronale di San Nicola.
La sera si forma un gran corteo storico che rievoca l’arrivo delle reliquie.
La mattina si svolge la solenne processione con la statua del Santo portata fino
al porto, quindi in mare da un corteo di imbarcazioni.
Nella cripta della chiesa viene prelevata la “manna”.
Il 6 dicembre viene festeggiato San Nicola, in vicinanza del periodo natalizio.
Dando origine allo scambio di doni che ha creato il folclore tedesco di “Sankt
Klaus” e quello anglosassone di Santa Claus (corruzione di Sanctus Nicolaus)
cioè il nostro “Babbo Natale”.
Storia della Puglia
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