Citata nel 313 a.C. “Keraunaia” fu il più importante centro della zona
insieme a “Salapia”, sviluppandosi in epoca normanna e in epoca sveva (Ceriniola)
e maggiormente sotto Carlo I d’Angiò.
Nel sec. XIV ebbe notevoli disagi dovuti alla guerra fra Luigi d’Ungheria e la
regina Giovanna I.
Nel 1418, gli Angioini, la cedono al possesso di Giovanni Caracciolo.
Nell’aprile del 1503, in località “Tomba dei Galli”, gli Spagnoli (al comando di
Consalvo di Còrdova) sconfissero i Francesi (al comando di Louis d’Armagnac,
duca di Nemours) ponendo fine all’occupazione francese nel Napoletano.
Nel 1611 il dominio passò dai Caracciolo ai Pignatelli di Monteleone e nel 1633
ai Pignatelli di Bisaccia.
Nel 1731un terremoto distrusse la parte più antica di Cerignola.
In seguito si riprese e sviluppò notevoli successi i campo agricolo.
Oggi è rinomata per la produzione di vini di alto pregio, industrie conserviere
e olearie, tra cui la famosa “oliva di Cerignola” la più grande esistente in
commercio.
Il Palazzo Cirillo-Farrusi risale al settecento.
Cerignola ha dato i natali a Nicola Zingarelli (1860-1935) - a Giuseppe di
Vittorio (1892-1957) - E’ visibile la casa abitata dal musicista Pietro Mascagni.
Interessanti il Museo del Grano ed il Museo Etnografico Cerignolano.
Il Duomo è costruito in conci di tufo e parti in pietra di Trani, cupola
ottagonale con lanterna terminale, custodisce la tavola della “Madonna di
Ripalta” (patrona della città).