Fu fortezza e centro strategico dei messapi, vanamente assediato da Taranto,
con l’aiuto di Archidamo re di Sparta che vi rimase ucciso nel 338 a.C.
Fu conquistata da Annibale, dopo strenua difesa, ma nel 209 a.C. fu presa e
saccheggiata da Quinto Fabio Massimo.
Nel 547 fu conquistata e distrutta da Totila.
Nel 924 fu occupata dai Longobardi.
Nel 977 fu totalmente distrutta dai Saraceni.
Nel sec. XI fu ricostruita con il nome di Castelnuovo o Casalnuovo.
Nel 1517 fu possesso dei Bonifacio.
Nel 1572 fu posseduta dagli Imperiali.
Nel 1789 riprese il vecchio nome di Manduria.
Il Fonte Pliniano è così chiamato perché si tratta (forse) del luogo (una grotta
naturale adattata) ricordato da Plinio che presenta il fenomeno di avere sempre
il livello dell’acqua (oligominerale) costante.
Le Mura Megalitiche (ruderi) della Manduria messapica, risalgono al sec. V-III
a.C. sono a triplice cerchia, mentre i reperti e materiali ritrovati sono
visibili presso la Mostra Permanente “Oltre le Mura” (chiesa dello Spirito
Santo).
La vicina zona delle Necropoli, costituita da centinaia di tombe scavate nella
roccia, ha riportato alla luce notevole materiale e reperti del sec. III a.C.
Nelle vicinanze si trova la cappella di San Pietro Mandurino, una chiesa-grotta
risalente al sec.VIII o IX che conserva affreschi.
Il Palazzo Imperiali fu eretto nel 1719 dal principe Michele Imperiali.
Il Municipio ha sede nell’ex Convento del Carmine che ospita anche la Biblioteca
Comunale “Marco Gatti”.
Il Duomo, intitolato a San Gregorio Magno, si presenta con facciata tripartita,
grande rosone con tre portali, campanile romanico-gotico, abside del seicento,
custodisce pregevoli tele.
Il Convento di San Francesco fu fondato nel 1474 con la breve di papa Sisto IV “
Piis Votis”, mentre l’attuale stato della chiesa è del 1633, con facciata del
1773 e campanile ricostruito nel settecento, custodisce notevoli statue lignee,
tele e affreschi, mentre il chiostro presenta affreschi della vita del santo.
Il Monastero di San Giovanni Battista fu eretto per volere di Pirro Marrone nel
1587, la chiesa fu iniziata nel 1620 e completata nel 1640, conserva l’urna
contenente il corpo e l’ampolla di sangue di San Florenzo Martire.