Fu fondata nel sec. X, sul Monte San Martino, da esuli tarantini, fuggiti
dalla città distrutta dai Saraceni.
Nel trecento, l’abitato, fu ampliato da Filippo I d’Angiò, principe di Taranto,
donando privilegi a chi vi si fosse stabilito, quindi venne chiamata Martina
Franca.
Fu costruita la cinta muraria con 24 torri a cui, nel 1388 Raimondello Orsini,
principe di Taranto, fece erigere il Castello.
Nel quattrocento la città fu contesa fra principato di Taranto e regio Demanio.
Nel 1507 fu ducato dei Caracciolo.
Nel 1529 si oppose all’assedio dei Francesi.
Nel 1556 fu presa e saccheggiata dai Cappelletti con a capo Fabrizio Maramaldo.
Nel 1646 i cittadini, con a capo “Capo di Ferro” si ribellarono ai Caracciolo
che comunque mantennero il dominio fino all’estinzione della famiglia (1827).
La città è rinomata per la produzione vinicola.
Il Palazzo Ducale, dove ha sede il Municipio, fu eretto nel 1668 da Petracone V
Caracciolo, sopra l’antico Castello degli Orsini.
La Villa Comunale faceva parte (giardino) dell’antico Convento delle Grazie.
La chiesa di Sant’Antonio (già Santo Stefano) in stile gotico del quattrocento,
con campanile in stile veneziano.
L’Arco di Sant’Antonio, con statua equestre di San Martino, nel luogo dove la
tradizione racconta che apparve il Santo per liberare la città dall’assedio
delle truppe capitanate da Fabrizio Maramaldo.
La Collegiata di San Martino risale al 1747-1775, con alta facciata barocca,
campanile del sec. XV, all’interno notevoli marmi policromi, statue in marmo,
statue d’argento, affreschi, tele, gruppi scultorei.
Vicino si trova il Palazzo della Corte, del 1763 e la Torre dell’Orologio del
1734.
La chiesa di San Domenico risale al 1760, con facciata barocca.
La chiesa del Carmine risale al 1730 e conserva una tela del 1667.
La chiesa di San Vito dei Greci risale al sec. XV con facciata a bugnato e
campanile a vela.
La chiesa di San Francesco risale al 1685.
Poco distante si trova la chiesa dei Cappuccini del 1590 circa e ricostruita nel
1690, con intagli e intarsi del settecento e una tela del 1589.