Il primitivo Santuario fu fondato da Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto,
nel 493 davanti alla grotta dove gli apparve per tre volte l’Arcangelo Michele.
Fu saccheggiato e distrutto varie volte dai Saraceni e sempre ricostruito dai
fedeli e dai crociati diretti in terra santa.
Nel tempo è stato visitato da papi e re, fedeli e Santi.
All’inizio venne affidato al Capitolo, mentre nel 1970 venne affidato a Monaci
Benedettini Sublacensi dell’Abbazia di Montevergine, attualmente è tenuto dalla
Congregazione di San Michele Arcangelo (Micaeliti) fondata dal venerabile Padre
Bronislao Markiewicz.
Nel 1177 il feudo di Monte Sant’Angelo venne affidato, da Guglielmo II, alla
propria moglie Giovanna d’Inghilterra, quindi andò agli svevi (dove Federico II
restaurò il Castello) e poi agli angioini.
Oltre l’atrio si scendono 89 scalini in cinque rampe ed attraverso una porta di
bronzo fatta costruire a Costantinopoli nel 1076, si entra nella Basilica
costituita in parte dalla grotta naturale, fra gli altari, quello di San Michele
Arcangelo si trova sulla destra, sotto si trova la Cripta, facciata del 1865 con
campanile del 1274.
All’interno del Santuario ha sede il Museo Lapideo con reperti dai sec. VII-XV
ed il Museo Devozionale che conserva il Tesoro della Basilica.
Vicino alla distrutta chiesa di San Pietro si Trova la cosiddetta “Tomba di
Rotari”, antico battistero con cupola (tumba), ricostruita da Rodelgrimo
(erroneamente letto Rotari), è una costruzione quadrilatera con interno in
pietra, affreschi (resti) del trecento, bassorilievi, il pavimento presenta due
cavità dove (si dice) avvenne la fusione della campana maggiore di San Michele
nel 1666.
Nell’ex Convento del trecento di San Francesco ha sede il Museo delle Arti e
delle Tradizioni Popolari del Gargano “Giovanni Tancredi”.
La chiesa di Santa Maria Maggiore venne ricostruita all’inizio del sec. XI da
Leone (arcivescovo di Siponto) e rifatta nel 1170 da un sacerdote di nome
Benedetto, portale del 1198 a baldacchino, interno a tre navate con resti di
affreschi antichi.
Il Castello (ruderi) con la torre dei Giganti eretta nel sec. XI a pianta
pentagonale da Roberto il Guiscardo insieme alla cinta muraria, parti del
periodo di Federico II che ne curò il restauro, mentre i due torrioni cilindrici
furono aggiunti da Ferdinando I d’Aragona nel 1491 ed l torrione a carena nel
1493.
Il Castello, restaurato, ospita il Centro Visite del Parco Nazionale del
Gargano.
La chiesa di San Benedetto fu eretta per volontà della principessa Agnese di
Durazzo (per i Celestini) con il Monastero (oggi sede del Municipio) nel 1340
con il portale e l’abside della costruzione originaria, possente campanile e i
ruderi dell’Ospizio della Regina Giovanna.
La chiesa di San Francesco fu eretta nel 1351 per volere della regina Giovanna I
di Napoli ed in seguito trasformata, conserva all’interno un sarcofago (forse)
della stessa regina.
Poco distante si trovano i resti dell’Abbazia di Pulsano (chiesa, muri di
difesa, archi, corridoi, cortili), nel luogo dove (sec. VI) Tulliano, duca di
Siponto, aveva fatto erigere il Monastero di San Gregorio distrutto nel 952 dai
Saraceni, la badia di Pulsano fu ricostruita nel 1129 (con il nome di Santa
Maria) decadendo nel sec. XIII ed infine soppressa nel 1806; la chiesa conserva
un portale del sec. XII.
Nella più alta vetta orientale del Gargano si trovano i resti dell’Abbazia della
Trinità, fondata sopra un romitorio e citata nel sec XI come dipendenza del
Monastero di Santa Maria di Cilena ed elevata ad Abbazia nel 1138.
Nella zona si trova la famosa “Foresta Umbra” con al centro l’albergo-rifugio
Foresta Umbra.
La Foresta è costituita da faggeti, cerri, querce, faggi, carpini, aceri, tigli,
lecci, in prevalenza ed altri tipi di alberi, mentre sono stati eseguiti
rimboschimenti di pini neri, abeti, castagni e frassini.