Ritrovamenti di monete (con inciso Rhyps o Rhybasteinon) e di ceramiche
testimoniano che nei sec. V-III a.C. la zone era abitata.
“Rubi” fu municipium romano e luogo di sosta (vi passò Orazio) della via Traiana.
Nel 463 fu distrutta (forse) dai Goti.
Fu ricostruita in epoca normanna e fortificata, mentre il re Tancredi la unì
alla contea di Conversano.
Nel periodo di Federico II fu feudo indipendente, con proprio statuto e
fortificata.
Durante il periodo degli Angioini ebbe vari feudatari: fu venduta (1510) ai
Carafa (cardinale Oliviero Carafa) duchi di Andria, che la tennero fino al 1806.
La Cattedrale fu eretta (forse) alla fine del sec. XII e completata nel
successivo, varie volte restaurata, in pietra scura, il “rosone” della facciata
è del 1237 o del 1597.
Il campanile sorge isolato e fu una torre difensiva, dove nel 1349 si difese
Roberto Sanseverino (capitano di Giovanna I) contro Luigi d’Angiò, quindi fu
trasformata in prigione ed in seguito modificata.
All’interno della Cattedrale si conservano notevoli opere d’arte, l’Archivio
Capitolare.
Il Palazzo Jatta ospita il Museo Nazionale Jatta che custodisce anche oltre 2000
vasi di Ruvo, di origine dell’antica Grecia (importati nei sec. VI-IV a.C.) e
della Puglia.
La chiesa del Purgatorio custodisce la Cripta di San Cleto, primo vescovo di
Ruvo e terzo papa, ricavata da un’antica cisterna romana del sec. I-II d.C..
La chiesa di Sant’Angelo o di San Michele Arcangelo (laura basiliana del sec. X)
conserva due pregevoli tele.
Vicino al Palazzo Avitaia, sede del Municipio, si trovano i ruderi del Castello
del sec. XII, da cui il 13.02.1503, partirono i tredici cavalieri per la disfida
di Barletta.