Il ritrovamento di reperti archeologici testimonia dell’antica esistenza
della città che fu importante centro dal sec. X al sec. VI a.C.
Diventò colonia greca ed in seguito municipio romano conosciuta come “Apeneste”.
Subì notevoli devastazioni e saccheggi negli anni 1480, 1554, 1674, 1678 da
parte dei Saraceni, con il più cruento nel 1554 con l’uccisone di oltre 5000
abitanti decapitati dal pirata saraceno Dragut, sopra una pietra chiamata
“chianca” (pietra amara).
Nel 1646 subì la devastazione del terremoto.
In un ex frantoio, nel centro della città, ha sede il Museo Civico “M. Petrone”.
Poco vicino si trova il Museo Malacologico.
La Cattedrale risale al sec. XI e fu eretta sopra una precedente chiesa, già
tempio pagano, conserva tavole, bassorilievo, statua il legno.
Lo scoglio di Santa Croce è un faro.
Il Castello fu costruito da Federico II nel 1240, rimaneggiato e ampliato nel
1537.
In barca si può visitare la stupenda grotta Campana, mentre altre sono di
notevole interesse come le grotte della Salata (oasi naturalistico-archeologica),
nelle cui vicinanze naufragò nel 1294 papa Celestino V, che fu arrestato a
Vieste per ordine di papa Bonifacio VIII.
Altre grotte sono San Nicola, Lina, dell’Abete.
Poco distante dalla città sorge il santuario di Santa Maria di Merino, nel
luogo, ricordato da Plinio, dell’antica “Merinum”.
Gli scavi di “Merinum” sono costituiti da edifici dell’epoca augustea, l’antica
città fu distrutta da cause naturali (terremoti, alluvioni, smottamenti), sono
anche visibili resti di necropoli paleocristiane del sec. III.