Monte Cornacchia

Monte Cornacchia


Il comune montano di Faeto è incastonato in un territorio ricco di bellezze naturali ed ancora pressoché incontaminato. Tra quese bellezze montuose spicca il Monte Cornacchia. Gli ettari di boschi sono circa 6800, dominati dai faggi: il nome della località deriva infatti dal termine latino fagetum, che significa appunto “bosco di faggi”.

 

Monte Cornacchia: la vetta più alta della Puglia

Oltre a queste specie sono numerose le caducifoglie che vivono sul territorio, in prevalenza rappresentate da querce e cerri. Il bosco che circonda il paese conferisce una macchia di colore al territorio, aumentandone il pregio paesaggistico soprattutto in primavera, allo spuntare delle nuove foglioline verde tenero, ed in autunno, quando le chiome si chiazzano di tonalità dorate, ruggine, rosso mattone, un po’ come in un’opera impressionista.
Nel bosco di Faeto si trova la cima del monte Cornacchia (1152 metri s.l.m.), la vetta più alta del territorio foggiano e dell’intera Puglia. All’interno di questo ambiente incontaminato vivono numerose specie animali come, ad esempio, uccelli e cinghiali.
Questa zona naturale, per via della sua bellezza e del suo pregio ambientale e paesaggistico, è stata designata dall’Unione Europea come Sito di Importanza Comunitaria ed è conosciuta con il nome di SIC “Monte Cornacchia – Bosco Faeto” (IT9110003). Percorrendo il sentiero CM15, che si snoda come un anello intorno al bosco, è possibile visitare l’Orto Botanico dove scoprire le specie vegetali più tipiche del territorio.


 

Sorgenti nei pressi del Monte Cornacchia

Proprio come tutti i territori montani, anche quello di Faeto vede la presenza di numerose sorgenti di acqua pura e cristallina che da secoli sono conosciute per le loro proprietà medicamentose. Le acque faetane, grazie alle loro caratteristiche, sono infatti in grado di stimolare la diuresi e di drenare l’organismo dalle tossine. Fra le principali sorgenti del territorio è da ricordare la “fonte di San Vito”, dalla quale si origina il fiume Celone, la sorgente “Piscero” situata ad una distanza di circa un chilometro da Faeto, la fontana di “Sciurtone” e quella “dei Coppi”, queste ultime ubicate all’interno del bosco. La ricchezza di acqua di questo territorio ha fatto sì che, negli anni passati, fossero numerosi i mulini che sfruttavano la risorsa idrica per la macinazione dei cereali.

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